Interview with New American Public Art | MODESTA DI PAOLA

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La più recente produzione d’arte pubblica spesso è interessata a ribadire l’identità multipla e complessa delle metropoli contemporanee. La ricerca artistica, l’osservatore e la città sono legati tra loro dalla trasformazione dello spazio pubblico e dalla sua rigenerazione. La sfera pubblica è una delle questioni sostanziali della cultura contemporanea che vede la città come un organismo, un insieme fluido di relazioni, metafora della complessa molteplicità del mondo. Nelle opere d’arte pubblica del New American Public Art si tende a disegnare una morfologia in costante mutazione, una geografia socio-antropologica fatta di dinamiche, gruppi, comunità, in relazione vitale ed effervescente. Un orizzonte che comprende oggi processi integrati e interattivi tra arte, tecnologie e partecipati.

 

Modesta Di Paola: Potreste introdurci New American Public Art, la sua storia, lo spazio e i vostri principali interessi? Fin dal principio cosa vi ha motivato a lavorare nell’ambito dello spazio pubblico?

Manifestare il nostro omonimo.

New American Public Art è uno studio artistico multidisciplinare per la concettualizzazione, la progettazione, la fabbricazione e l’installazione di progetti interattivi. NAPA inizia nel 2010 con l’impegno di manifestare il suo omonimo attraverso la creazione di lavoro, attenendosi a due semplici regole: Il lavoro deve essere interattivo. Il lavoro deve essere di libero accesso al pubblico.

Vogliamo vivere in un mondo in cui lo spazio pubblico è pieno di creatività e interazione. Un mondo in cui lo spazio civico condiviso è creato e plasmato dai suoi stessi utenti, e le opere d’arte incoraggiano la comunicazione e la curiosità del pubblico. A tal fine abbiamo fondato New American Public Art.

M. D. P.: Nella vostra concezione artistica l’Arte pubblica è considerata un catalizzatore per creare opportunità di dialogo tra persone di una comunità. In che modo la vostra ricerca coniuga i vostri interessi riguardanti lo spazio urbano e quelli degli abitanti che lo vivono?

La diversità è una forza positiva.

Alcune delle fondamentali questioni che ci poniamo sono: “Perché fare arte pubblica? Come renderla interattiva? Qual è il suo effetto sulla società? Qual è il suo effetto sull’individuo? Perché e come i suoi effetti possono essere positivi? La risposta a queste domande è radicata nella speranza di una società ideale retta da valori morali ed etici.

In generale crediamo che la diversità sia una forza positiva.

L’Arte pubblica può rendere i luoghi differenti attraverso la creazione di un’identità visiva e culturale che è distinta da altri luoghi. L’Arte pubblica interattiva promuove l’unicità e la diversità tirando fuori dai partecipanti espressioni e umanità. Idealmente, l’interazione con l’arte porta al benessere nelle interazioni uniche della comunità. Le interazioni tra persone hanno una maggiore probabilità di incoraggiare la creatività, il significato e l’evoluzione della società.

M. D. P.: In che modo la vostra produzione artistica interviene nelle attività quotidiane della vita sociale?

Attivando strumenti sociali.

Vogliamo dare alla gente un’esperienza pubblica rilevante che proviene dalle proprie azioni e decisioni. Poiché i partecipanti stessi hanno possibilità d’azione nella manifestazione dell’arte, le loro esperienze sono in grado di creare un senso di condivisione comune. La proprietà condivisa dello spazio pubblico è un elemento fondamentale della comunità e di una cultura aperta.

Molte delle nostre opere interattive incoraggiano l’espressione pubblica e la creatività. Riteniamo che questi lavori siano “strumenti sociali”. Sono cioè catalizzatori per persone che interagiscono tra loro e possono, quindi, essere ‘attivati in una vasta varietà di modi.

Nel complesso, ci auguriamo che la nostra arte possa instillare nelle persone il desiderio di realizzare luoghi fatti di creatività. Luoghi da condividere con amici e familiari. Luoghi dove si può sentire la creatività e l’espressività latente della città nella bolla della sua superficie.

M. D. P.: La realizzazione di quale dei vostri lavori è stata una sfida?

Una settimana per fare, un anno per permettere.

La parte più impegnativa di qualsiasi opera d’arte pubblica è il processo di autorizzazione e le autorizzazioni. Color Commons, un’opera in cui abbiamo trasformato la scala architettonica dell’illuminazione del parco in un’esperienza interattiva e accessibile al pubblico, è stata realizzata solo in una settimana. Tuttavia, il processo per ottenere le autorizzazioni sono andate avanti per oltre un anno.

M. D. P.: Qual è la nostra visione del futuro?

Animali prima, cyborg poi.

Mentre la società e gli individui s’integrano sempre di più alla tecnologia, stiamo assistendo alla creazione di spazi pubblici sempre meno accessibili, ma altamente personalizzabili. La cultura sta procedendo verso una divisione di classe tecnologica, dove alcune persone sono a conoscenza di un mondo a più livelli d’informazioni fisica e digitale, e altri no.

La nostra sfida come artisti, architetti e programmatori è di progettare un futuro che sia accessibile in primo luogo all’uomo come animale e in secondo luogo come cyborg. Questo non è un futuro sprovvisto di tecnologia con qualsiasi mezzo; si tratta di un futuro in cui la tecnologia migliora le nostre capacità creative come animali sociali.

 

http://www.newamericanpublicart.com