WikiARTPedia, Arte della memoria e della libera circolazione dei saperi | SERENA PISANO

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Le opere di web art, software art e net.art presentano a volte caratteristiche concettuali simili e sembrano perseguire scopi comuni. Questo avviene quando la poetica di cui sono espressione nasce da una spinta etica, intrisa di forti ideologie. Si tratta di un’arte tornata a reclamare con vigore la sua funzione sociale, politica ed educativa, in contatto con altre molteplici discipline e operativa in diversi ambiti del reale. Questo spirito diffuso accomuna una grande quantità di progetti multimediali e multidisciplinari.

Perciò, se da una parte conosciamo l’arte on-line metalinguistica ed autoreferenziale, che, sulla scia di artisti come Jodi, è incline a considerare come oggetto di ricerca i meccanismi della rete e del software, dall’altra esiste una tendenza attivista che preme per una riforma o una miglioria della società, spesso suggerendo modi d’uso alternativi dei nuovi media stessi. Le incredibili potenzialità della telematica e della teleazione rendono finalmente palpabile l’aspirazione già avanguardista ad intervenire su alcuni aspetti concreti della vita. La Toywar di Etoy, il GW Bush Website di ®TMark, il Dow Chemical degli Yes Men e i molti boicottaggi del Chaos Computer Club sono tutti progetti di grande impatto che, pur essendo possibili solo grazie al computer e ad internet, non aderiscono all’orientamento volto alla sublimazione del mezzo o a quella che è spesso una vera e propria delega al dispositivo.

L’attitudine all’uso artistico delle nuove tecnologie in vista dell’agire nel sociale corrisponde sovente all’idea di arte come vita e quindi come network. “Fare network significa creare reti di relazione, condividere esperienze e idee, realizzare contesti in cui le persone possano sentirsi libere di comunicare e di creare artisticamente, in maniera ’orizzontale’ in modo che emittente e destinatario, artista e pubblico si confondano, perdano il loro significato originario”.[1]

L’arte che si sviluppa in rete è un esempio e modello di relazione dinamica in cui gli individui non sono soggetti ad un sistema gerarchico, ma collaborano attivamente, insieme, alla costruzione di progetti comuni e comunitari. Così sono nati sistemi come WikiARTpedia, La Libera Enciclopedia dell’Arte e le Culture delle reti Telematiche, un’enciclopedia d’arte in rete che funziona soltanto grazie alla partecipazione e alla collaborazione degli utenti.

Il progetto è sorto nel 2004 all’interno di UCAN (Centro di Ricerca e Documentazione sull’Arte e le Culture delle Reti) ed è ideato e diretto da Tommaso Tozzi, Presidente dell’Associazione Culturale Strano network, direttore del Dipartimento di arti multimediali, docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze e Carrara e all’Università degli Studi di Firenze, padre dell’hacker art e già iniziatore nel 1990 di questa nuova “arte della memoria on-line” con la BBS Hacker Art.

L’opera, che ha ricevuto una Honorary Mention al Prix Ars Electronica 2009 – Digital Communities, è concepita da un singolo individuo o da un gruppo ristretto di persone, ma è predisposta ad essere ampliata e modificata dalla collettività sin dal momento della sua prima ideazione. L’artista e lo spettatore interagiscono ed i rispettivi ruoli si confondono, perché entrambi partecipano alle plurali iniziative del network. “The key aspect of network art is the creation of a relational field in which people who are physically far apart can collectively maintain a strong ideological, ethical or spiritual relationship amongst each other”. [2]

L’interattività che sottende tale processo non è quella alla base di una qualsiasi applicazione web, dove le scelte dell’utente sono prestabilite e la distanza tra creatore e fruitore rimane invariata e incolmabile, ma quella dei software open source, il cui codice può essere liberamente modificato da chiunque. L’interazione è incondizionata e permette la mutazione dell’opera stessa. Per questo WikiARTpedia si allontana da opere di net.art come My Boyfriend Came Back From the War di Olia Lialina, il cui percorso narrativo è già deciso dal’artista, avvicinandosi invece ad alcuni progetti che si sviluppano fuori dal web, come Blinkenlights, del Chaos Computer Club, che si evolve grazie all’iniziativa della gente, o ad An Ordinary Building degli 01.org, in cui la reazione del pubblico, imprevedibile dagli autori, è parte integrante dell’installazione. La fine del divario tra arte e vita di ogni giorno è diventato un traguardo concretamente ottenibile nella pratica artistica, che grazie ai mezzi di cui attualmente dispone contribuisce allo sviluppo di una comunicazione orizzontale e libera tra le persone.

I materiali con cui lavorano i creatori di WikiARTpedia sono l’informazione e la comunicazione, con il fine di divulgare la cultura artistica e di rendere liberamente reperibile, catalogabile e utilizzabile uno dei beni oggi più importanti, la conoscenza.

In un’intervista, Tommaso Tozzi afferma: “faccio uno strumento come WikiARTpedia, che cerca di dare forma alle opere, agli artisti, alle correnti ecc., ma vorrei che fosse chiaro che con tale strumento non ho nessuna presunzione di poter fornire l’essenza di tali cose, ma solo cercare un modo comprensibile per poterle sommariamente comprendere e comunicarci tale sapere[3]. L’arte entra nelle case, circola più agevolmente tra le persone, parla il linguaggio comune per farsi trovare e fruire dalle persone.

Attualmente è anche in fase di sperimentazione la creazione del Museo Virtuale di WikiARTpedia, realizzato in VRML da Mirko Vignozzi, all’interno del quale sarà possibile vedere mostre tematiche in cui le opere sono collegate per gli approfondimenti alle schede dell’enciclopedia libera.

L’ideologia che muove simili progetti considera i nuovi media come strumenti idonei per realizzare un modello rizomatico di società umana, basato sulla cooperazione e l’interscambio orizzontale di saperi tra individui. Le reti informatiche, che dimostrano di essere vere e proprie armi di lotta organizzata contro i soprusi di chi detiene il potere economico e politico nell’era della globalizzazione, dovrebbero essere terreno fertile per la libertà d’espressione, per la moltiplicazione di nuove fonti d’informazione, libere da ogni sorta di controllo e ostacolo e non più regolamentate nè controllate da monopoli privati o pubblici.

L’indirizzo web di WikiARTpedia è http://www.wikiartpedia.org

 


[1] Bazzichelli Tatiana, Networking, La rete come arte, Costa&Nolan, Milano, 2006

[2] Toshiya Ueno, A Preliminary Thesis, in Nettime ZKP 3.2.1, p.21-3

[3] Pisano Serena, Intervista a Tommaso Tozzi, <<LuxFlux-proto-type arte contemporanea>>, n. 39/2010, nella sezione <<Art in Theory>> , http://www.luxflux.net