Barcellona/Istanbul – Convergenze EuroMed-Asiatiche | HERMAN BASHIRON MENDOLICCHIO

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Le città si guardano, si osservano, si studiano e si analizzano una con l’altra. Si scambiano modelli, idee e persone; intuiscono, propongono, scompongono, copiano e creano concetti in un movimento vorticoso e continuo. La creatività trova impulso e stimolo in queste spire di relazioni e scambio circolare, nelle quali si muovono e agiscono artisti, curatori, ricercatori culturali, agitatori, ecc.

Barcellona e Istanbul, due capitali emblematiche del Mediterraneo, condividono visioni e convergono tra di loro grazie al lavoro e allo scambio realizzato tra artisti e curatori nell’ultima tappa del progetto Roundabout Encounter Programme, curato da Martí Peran. Nello spazio de La Capella, situato nel quartiere Raval di Barcellona, sono stati esposti, dal 21 settembre all’8 novembre del 2009, i lavori di Mery Cuesta, Cevdet Erek, Erkan Özgen e Montse Romaní.

Il progetto generale consisteva nel far viaggiare, fin dal 2001, artisti e curatori provenienti dall’area metropolitana di Barcellona verso altre città come ad esempio Gerusalemme, Bangkok, Reykiavik, Santiago del Cile e Città del Messico, luoghi prescelti per i precedenti programmi di scambio. In quest’ultima tappa, quella relativa allo scambio con Istanbul, il progetto espositivo Roundabout Encounter Programme ha voluto dare una svolta rispetto alla sua concezione iniziale, lasciare il sistema di ricerca e presa di contatto con le molteplici e diverse città del mondo e concentrarsi, con l’obiettivo e l’intenzione di dargli maggior visibilità, su quei programmi di scambio e residenza già esistenti in alcuni centri di creazione della Catalogna, come per esempio Can Xalant e Hangar.

La mostra Centri/Fugacions de La Capella, che in futuro si presenterà anche ad Istanbul, espone i lavori frutto di questi programmi di scambio tra Can Xalant, Centre de Creació i Pensament Contemporani di Matarò e Platform Garanti di Istanbul.

Nel contesto di questo programma i due centri hanno accolto, in periodi distinti tra il 2007 e il 2008, i quattro protagonisti della mostra. L’esperienza che hanno avuto nella loro nuova città ha dato luogo a riflessioni ed opere distinte, autonome ed eterogenee tra loro, che manifestano il modo in cui ognuno ha voluto avvicinarsi al nuovo contesto, assorbire e farsi impregnare dalle circostanze vissute e tras-formarle in ispirazione e opera critica e creativa.

Materiali e tecniche distinte – fotografia, video, scultura, istallazione, disegno, fumetto – compongono l’insieme delle opere presenti nello spazio espositivo. Tra di loro è vero che non c’è alcuna relazione oltre a quella di far tutte parte di un programma di scambio, ma in realtà, in ognuna si nota una volontà di ricerca, la ricerca dell’ispirazione.

Nel lavoro realizzato dalla curatrice Montse Romaní, la ricerca stessa è la base e il nucleo del progetto. Cronotopías del Arte è un percorso attraverso i cambiamenti sociali, le politiche culturali e le politiche spaziali della città di Istanbul tra il 1987 e il 2010, tra l’anno della prima Biennale di Istanbul e quello della prossima capitalità culturale europea della città turca. Una ricerca profonda e attenta in cui Montse Romaní ha intervistato oltre venti persone vincolate alle tematiche sociali e culturali della città del Bosforo. La raccolta di una bibliografia specializzata, la compilazione di una lista di centri indipendenti d’arte contemporanea, una selezione di documentari e di video di registi turchi, l’organizzazione di un incontro di dibattito con alcuni responsabili della cultura contemporanea turca, la pubblicazione di una fanzine e la realizzazione di un’istallazione nello spazio espositivo di Barcellona, completano e concretizzano questo importante lavoro di osservazione, ricerca e riflessione che la curatrice catalana ha sviluppato durante i periodi di permanenza nella città di Istanbul.

L’artista Cevdet Erek ha preparato due lavori distinti durante il periodo di residenza a Can Xalant. Per uno di questi ha realizzato alcuni interventi nel sito Internet di Can Xalant, inserendo determinate immagini in sostituzione di quella che appariva anteriormente nella prima pagina del sito. L’altro lavoro consiste in una scultura di un testo la cui lettura si ottiene solamente attraverso il riflesso della propria ombra. Il testo rappresenta un inno e un omaggio a tutti gli artisti che hanno lasciato il proprio luogo di origine “per creare liberamente in questa lotta eroica per l’arte”.

L’artista curdo Erkan Özgen presenta alcuni video, in particolare l’opera Origin, che riflettono sulla delicata questione della diversità culturale e sugli scontri tra identità locali e stati nazionali. Il riferimento alla relazione curdo/turco, catalano/spagnolo, periferia/centro è evidente e manifesto.

Istanbul Zombie 2066, il nome dell’opera frutto della collaborazione tra Mery Cuesta e cinque disegnatori turchi (Ceren, Göksu, Tan, Emir, Cem), si potrebbe definire un fumetto partecipativo nato dalle riflessioni di vari cervelli e dal lavoro di molte mani. Come dichiara Mery Cuesta: “Istanbul Zombie 2066, a grandi linee, spiega la storia di una ragazza che viaggia ad Istanbul per assistere al grande evento Istanbul Capitale Culturale del Mondo 2066. Lí conosce una serie di disegnatori che, di nascosto, continuano a lavoraro con metodi tradizionali, sarebbe a dire, come adesso. Una confusione dovuta alla filtrazione di un fumetto di zombi darà luogo a un olocausto zombi nella città di Istanbul. In mezzo al caos e alle fiamme, la protagonista incontrerà l’amore tra le braccia putrefatte di uno zombi turco”. Aldilà della storia fantafuturista, il fumetto sviluppa distinte riflessioni sui miti culturali della società turca contemporanea. Del lavoro svolto da Mery Cuesta bisogna sottolineare non solo il “prodotto definitivo”, il fumetto, ma soprattutto la profunda ricerca che ha sviluppato nel mondo sotterraneo dei disegnatori di fumetti di Istanbul.

L’incontro tra Barcellona e Istanbul costituisce una convergenza euromedasiatica attraente e suggestiva. Entrambe appartengono al macro-territorio comune del Mediterraneo; Barcellona si caratterizza per  l’equilibrio tra la sua identità peculiare catalana e un accelerato cosmopolitanismo globale, mentre Istanbul rappresenta un crocevia ambivalente che simboleggia, allo stesso tempo, la porta d’entrata al continente asiatico e la testimonianza di forti vincoli, passati e futuri, con la regione europea.

L’attività di artisti e curatori passa attraverso queste frontiere ibride, s’intromette, interferisce e comunica in questi ambiti d’incitazione, provocazione e creatività infinita.

Per questo, il valore dello scambio e della mobilità è assoluto. Attraverso tutto ciò gli stimoli si moltiplicano e la capacità riflessiva e critica si alimenta di nuovi dispositivi utili per sviluppare nuove teorie e nuovi pensieri. Al modello egemonico si contrappone la via delle differenze: una via alla quale si accede per il cammino dello scambio, della contaminazione culturale e dell’intensificazione della mobilità.

Webgrafia:

http://www.canxalant.org/

http://platformgaranti.blogspot.com/

http://platformgarantilinks.blogspot.com/

http://www.erkan-ozgen.blogspot.com/

http://cevdeterek.wordpress.com/

http://www.merycuesta.com/